Maltrattamenti
Denutrizione e mancanza di cure veterinarie
Animali senza cibo e acqua, malati e mai portati dal veterinario: quando l'incuria diventa reato, cosa rischia il proprietario e cosa puoi fare.
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Un cane pelle e ossa legato in cortile, un gatto con un'infezione all'occhio mai curata, una ciotola dell'acqua sempre vuota: la sofferenza degli animali non nasce sempre da un gesto violento. Molto più spesso nasce dall'incuria, cioè dal non dare all'animale ciò di cui ha bisogno per vivere: cibo, acqua, un riparo e le cure quando sta male.
Chi tiene un animale ne è responsabile. Lasciarlo senza cibo e acqua o non curarlo quando è malato o ferito può essere reato, e può portare al sequestro dell'animale.
Aspetti legali
Il dovere di cura. La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, in vigore in Italia con la legge n. 201/2010, stabilisce che chi tiene un animale da compagnia è responsabile della sua salute e del suo benessere, e deve fornirgli cibo e acqua adeguati, possibilità di movimento, un ricovero e le cure di cui ha bisogno. Molte leggi regionali e regolamenti comunali ripetono questi obblighi e li accompagnano con sanzioni amministrative.
I reati. A seconda della gravità, chi lascia un animale senza cibo, acqua o cure risponde di:
- detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell'animale e produttive di gravi sofferenze (art. 727, secondo comma, c.p.): dopo la legge 6 giugno 2025, n. 82, arresto fino a un anno o ammenda da 5.000 a 10.000 euro;
- maltrattamento (art. 544-ter c.p.), quando l'incuria provoca lesioni o sofferenze insopportabili: reclusione da sei mesi a due anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena aumenta della metà se l'animale muore, e ancora se le vittime sono più animali o il fatto è commesso davanti a minori (art. 544-septies c.p.);
- uccisione di animali (art. 544-bis c.p.), nei casi in cui la morte è la conseguenza voluta o accettata dell'abbandono a sé stesso dell'animale.
Anche le omissioni contano. Questi reati si possono commettere anche non facendo: non dare da mangiare, non cambiare l'acqua, non portare dal veterinario un animale visibilmente malato o ferito, non seguire la terapia prescritta. La giurisprudenza ha ritenuto legittimo il sequestro di un cane a cui il proprietario non aveva somministrato l'antibiotico prescritto dal veterinario, sostenendo di non aver avuto tempo, e di un cane con una dermatite mai curata.
Il sequestro e la confisca. Le autorità possono sequestrare l'animale per metterlo al sicuro e, con la legge n. 82/2025, il giudice può affidarlo in via definitiva a un'associazione già durante il processo. In caso di condanna per maltrattamento la confisca è obbligatoria (art. 544-sexies c.p.).
Cosa puoi fare
1. Valuta l'urgenza
Un animale che non si regge in piedi, che respira a fatica, che ha ferite aperte o che è senz'acqua con il caldo ha bisogno di aiuto subito: chiama il 112 o il servizio veterinario dell'ASL.
2. Osserva e documenta
Un singolo episodio (una ciotola vuota per qualche ora) non basta: conta la situazione nel tempo. Annota per qualche giorno cosa vedi: se l'animale ha cibo e acqua, se è sempre più magro, se zoppica o ha ferite che non guariscono, se qualcuno se ne occupa. Fotografa e filma da un luogo pubblico o dalla tua proprietà, con data e ora. Leggi Come documentare un maltrattamento.
3. Parla con il proprietario
A volte dietro l'incuria c'è una persona anziana, malata o in difficoltà economica, che non riesce più a occuparsi dell'animale. Un dialogo può aprire soluzioni: un aiuto dei vicini, un'associazione che dia una mano, il contributo del Comune, una cessione dell'animale a chi può accudirlo.
4. Segnala
Se la situazione non cambia, rivolgiti a:
- servizio veterinario dell'ASL, che può fare un sopralluogo e valutare la salute dell'animale: usa la richiesta di sopralluogo al servizio veterinario;
- Polizia locale;
- Carabinieri (112) o Polizia di Stato, se le condizioni sono gravi;
- guardie zoofile.
Per una segnalazione scritta puoi usare la segnalazione di maltrattamento alla Polizia locale o ai Carabinieri.
Approfondimenti
Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.
Come riconoscere la denutrizione. In un cane o in un gatto denutrito si vedono le costole, le vertebre e le ossa del bacino; il pelo è opaco, rado o arruffato; l'animale è debole, apatico o, al contrario, ossessionato dal cibo. La magrezza però può dipendere anche dalla vecchiaia o da una malattia già in cura: per questo è importante guardare il contesto (c'è cibo? c'è acqua? l'ambiente è pulito?) e, se possibile, sentire un veterinario.
I segnali di una malattia trascurata. Zoppie che durano settimane, ferite infette, occhi chiusi o con secrezioni, parassiti evidenti (pulci, zecche, rogna), unghie così lunghe da curvarsi, nodi di pelo che impediscono di muoversi, tumori visibili mai trattati.
Se non puoi permetterti il veterinario. Le difficoltà economiche non autorizzano a lasciare un animale senza cure, ma esistono aiuti: molti Comuni e associazioni offrono visite e sterilizzazioni a prezzo ridotto; le spese veterinarie si detraggono in parte nella dichiarazione dei redditi; ci sono farmaci equivalenti meno costosi. Leggi Spese veterinarie nel 730, Bonus veterinario over 65 e Farmaci equivalenti per animali. Se proprio non puoi più tenere l'animale, cedilo a chi può occuparsene invece di abbandonarlo: l'abbandono è un reato (art. 727 c.p.). Leggi Abbandono e Abbandono materiale.
Quando gli animali sono molti. Se l'incuria riguarda tanti animali tenuti nella stessa casa, potresti trovarti davanti a un caso di accumulo: leggi Accumulo seriale.
Scheda a cura di: Animal Law Italia.
Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.
Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.