Maltrattamenti
Taglio delle penne remiganti
Tarpare le ali a pappagalli, canarini e altri uccelli per impedirne il volo: perché la Cassazione lo considera maltrattamento e cosa puoi fare.
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Le penne remiganti sono le grandi penne della parte esterna delle ali: sono quelle che danno all'uccello la spinta e il sostegno per volare. Tagliarle, la cosiddetta tarpatura delle ali, rende l'uccello del tutto incapace di volare. Lo stesso effetto ha il taglio delle penne timoniere, quelle della coda, che servono a dirigere il volo.
La pratica è diffusa soprattutto sugli uccelli tenuti in casa, come pappagalli e cocorite, per gestirli più facilmente ed evitare che scappino. Le penne ricrescono con la muta e il taglio in sé non è doloroso, ma il danno è un altro: un uccello che non può volare non può comportarsi da uccello. Ne derivano stress, frustrazione, isolamento, spesso comportamenti autolesionisti come lo strappo delle piume, e nei casi più gravi problemi muscolari, respiratori e circolatori, o infezioni.
Aspetti legali
Nessun divieto specifico, ma può essere maltrattamento. In Italia nessuna legge vieta espressamente il taglio delle remiganti. La pratica può però integrare il reato di maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.), che punisce chi per crudeltà o senza necessità cagiona una lesione a un animale o lo sottopone a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Il taglio delle remiganti, infatti:
- è una lesione dell'integrità fisica dell'uccello, anche se temporanea;
- gli impedisce un comportamento naturale essenziale, il volo;
- viene fatto quasi sempre senza necessità, per comodità di gestione o per sfruttare l'animale.
Le pene. Dopo la legge 6 giugno 2025, n. 82, il maltrattamento è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro, che prima erano alternative. Le pene aumentano se le vittime sono più animali, se il fatto è commesso davanti a minori o se chi lo commette lo diffonde online (art. 544-septies c.p.). In caso di condanna la confisca degli uccelli è obbligatoria (art. 544-sexies c.p.).
Detenzione incompatibile. Spesso un uccello con le ali tarpate vive anche in una gabbia troppo piccola o sporca. In questi casi può configurarsi anche la detenzione in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze (art. 727 c.p.): approfondisci in Detenzione incompatibile con la natura dell'animale.
Uccelli selvatici e richiami. Se gli uccelli appartengono a specie selvatiche, entrano in gioco anche le norme sulla fauna selvatica e sulla caccia, compresi i limiti sull'uso dei richiami vivi. Leggi Bracconaggio.
Accattonaggio. Il taglio delle remiganti è frequente sugli uccelli usati per l'accattonaggio o esibiti per strada, perché non possano volare via. Questa attività è vietata da molte leggi regionali e regolamenti comunali: trovi cosa fare nella guida Accattonaggio con animali.
Cosa puoi fare
1. Parla con il proprietario
Se l'uccello è un animale da compagnia e conosci chi lo tiene, spiegagli con tatto perché la tarpatura fa male all'animale e che esistono alternative: una stanza sicura in cui farlo volare, finestre protette da zanzariere, una voliera adeguata. Molte persone tarpano le ali su consiglio del negozio senza conoscerne le conseguenze.
2. Documenta
Se il dialogo non funziona, raccogli foto e video che mostrino l'uccello, le ali, la gabbia e le condizioni in cui vive, ripresi da un luogo pubblico o dalla tua proprietà. Annota date, orari e indirizzo. Leggi Come documentare un maltrattamento.
3. Segnala
Puoi rivolgerti alla Polizia locale, al servizio veterinario dell'ASL, ai Carabinieri forestali o alle guardie zoofile della tua zona. La segnalazione è tanto più efficace quanto più ci sono anche condizioni di incuria o di detenzione inadeguata. Puoi usare il modello di segnalazione di maltrattamento alla Polizia locale o ai Carabinieri.
Approfondimenti
Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.
Perché il volo è essenziale. Per un uccello il volo non è solo un modo di spostarsi: è il modo di fuggire dai pericoli, di fare esercizio, di esplorare, di interagire con gli altri uccelli. Privarne un animale significa togliergli la principale forma di movimento e di sicurezza, con effetti sul suo equilibrio fisico e psicologico. Un uccello tarpato che cade da un trespolo non riesce a frenare la caduta e può ferirsi.
Le penne ricrescono, il danno resta. Il fatto che le penne ricrescano con la muta non rende la pratica innocua: spesso il taglio viene ripetuto a ogni muta, così l'uccello passa la vita senza volare.
Giurisprudenza
- Cass. pen., sez. III, n. 29510/2019. La Corte ha ritenuto maltrattamento il taglio delle penne remiganti e timoniere effettuato da un privato su numerosi uccelli, alcuni usati come richiami vivi per la caccia. La recisione delle penne è un maltrattamento consapevole e volontario, con cui vengono inflitte lesioni non necessarie. Il fatto che le penne ricrescano non attenua la responsabilità: le lesioni non devono essere permanenti, e le remiganti e le timoniere sono essenziali per la libertà di movimento degli uccelli.
Scheda a cura di: Arianna Di Bono.
Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.
Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.