Microchip per il gatto: dove è obbligatorio
Per i cani è obbligatorio ovunque, per i gatti dipende dalla regione. Dove serve già, quando serve comunque, quanto costa e cosa cambierà con le nuove regole nazionali ed europee.

«Il microchip per il gatto è obbligatorio?» Per i cani la risposta è sì, in tutta Italia. Per i gatti, oggi, dipende da dove vivi. Ecco il quadro, regione per regione, e i casi in cui il microchip serve comunque.
La regola nazionale: per ora volontario
Le linee guida nazionali del 2013 prevedono che i proprietari di gatti possano farli identificare e iscrivere all'anagrafe su base volontaria. L'obbligo nazionale riguarda solo i cani, entro i due mesi di vita.
Potrebbe cambiare presto. Un decreto del Ministero della Salute del 2023 sulla nuova anagrafe nazionale degli animali da compagnia (SINAC) prevede microchip e registrazione anche per i gatti, entro 60 giorni dalla nascita e comunque prima di cederli. Si applicherà però solo 120 giorni dopo la pubblicazione delle istruzioni operative, che a inizio 2026 erano ancora in discussione con le regioni. Aggiorneremo questa pagina quando saranno adottate.
Dove è già obbligatorio
- Friuli Venezia Giulia: dal 1° luglio 2026 tutti i gatti di proprietà, anche quelli che non escono mai di casa, devono avere il microchip ed essere iscritti all'anagrafe, entro 60 giorni dalla nascita o 10 giorni da quando li prendi. I gatti che escono vanno anche sterilizzati. La multa va da 150 a 900 euro, ma non si paga se ti metti in regola da solo prima del controllo. Per chi ha un ISEE fino a 30.000 euro il microchip è gratuito, fino a tre gatti.
- Lombardia: la legge regionale prevede l'iscrizione anche dei gatti, entro 15 giorni da quando li prendi o 30 dalla nascita, con multe da 25 a 150 euro. Sull'applicazione ai gatti già presenti in casa le indicazioni non sono univoche: chiedi alla tua ATS.
- Piemonte: dal 26 aprile 2024 la legge regionale 16/2024 chiede di identificare con il microchip e registrare ogni animale d'affezione, gatti compresi, entro 60 giorni dalla nascita e comunque prima di cederlo, ed entro 15 giorni se arriva da un'altra regione o dall'estero. Per i gatti che avevi già prima di quella data resta volontario, salvo che tu li ceda o chieda il passaporto. Non c'è una multa specifica per chi non lo fa, ma cedere o vendere un animale non identificato costa da 500 a 2.500 euro.
- Puglia: una legge regionale del 2020 prevede l'iscrizione di tutti i gatti, entro due mesi dalla nascita o 10 giorni dal possesso; non stabilisce però una multa specifica per i gatti.
Dove è volontario
Nelle altre regioni, per i gatti di casa, il microchip resta una scelta. Alcuni esempi:
- Lazio: volontario, obbligatorio solo per chi vende;
- Veneto: obbligatorio solo per i gatti che arrivano da fuori regione o per cui si chiede il passaporto;
- Toscana: volontario;
- Liguria: volontario, ma nel 2026 il Consiglio regionale ha chiesto alla Giunta di valutare l'obbligo.
Quando serve comunque, ovunque
- Per cederlo o venderlo: in tutta Italia non si può vendere né regalare un gatto non identificato e registrato, né sotto i due mesi di età.
- Per andare all'estero: il passaporto europeo richiede il microchip. Lo spieghiamo in Passaporto per cani e gatti.
- Gatti delle colonie: quando vengono sterilizzati sono identificati e registrati a nome del Comune. Ne parliamo nella guida Colonie feline.
E con l'Europa?
Il nuovo regolamento europeo su cani e gatti renderà il microchip obbligatorio per tutti i gatti di privati in tutta l'Unione, ma solo dal 2041. Tutte le scadenze sono in Microchip obbligatorio per cani e gatti in UE.
Quanto costa
Poco, e una volta sola. Alla ASL la tariffa è bassa: nel Lazio, per esempio, 28 euro per microchip e iscrizione; in Abruzzo meno di 27 euro per l'identificazione più 7 per la registrazione. Dal veterinario privato si paga la sua prestazione più la quota di registrazione.
Perché farlo anche se non è obbligatorio
Un gatto che esce, o che scappa da una finestra, ha molte più probabilità di tornare a casa se ha il microchip: chiunque lo trovi può portarlo da un veterinario o alla polizia locale, che leggono il numero e risalgono a te. Dopo l'impianto, controlla che i dati in anagrafe siano giusti e aggiornali se cambi indirizzo o telefono.
Nel libretto di Pet Law puoi salvare il numero di microchip del tuo gatto e, se si perde, avere subito il manifesto da stampare e i messaggi per canili, ASL e polizia locale.
Fonti
- Accordo Stato-Regioni 24 gennaio 2013 sull'identificazione degli animali da compagnia
- Legge regionale Friuli Venezia Giulia 20/2012, art. 27 bis, e la pagina della Regione
- Legge regionale Piemonte 16/2024, articoli 5 e 24
- Legge regionale Lombardia 33/2009, art. 105
- Regione Lazio, animali d'affezione