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Come presentare una denuncia

Chi può denunciare un maltrattamento, a chi rivolgersi, cosa scrivere e cosa succede dopo: la guida pratica per una denuncia che le autorità possano usare davvero.

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Una denuncia è il modo con cui si porta un reato a conoscenza delle autorità. Per i reati contro gli animali (uccisione, maltrattamento, combattimenti, spettacoli vietati, abbandono, detenzione in condizioni incompatibili) è spesso l'unico modo perché qualcuno intervenga: l'animale non può chiedere aiuto, e le forze dell'ordine non possono sapere ciò che nessuno racconta.

Presentarla è gratuito, non serve un avvocato e non devi essere il proprietario dell'animale. Serve invece una denuncia chiara, con fatti precisi e documentati: è quella che permette di avviare le indagini e, se serve, di sequestrare l'animale.

Aspetti legali

Chi può denunciare. Chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d'ufficio può denunciarlo (art. 333 c.p.p.). I delitti contro gli animali del codice penale e l'abbandono sono perseguibili d'ufficio: non serve la querela del proprietario e non ci sono termini di scadenza per presentare la denuncia, salvo la prescrizione del reato.

Denuncia, querela, esposto.

  • La denuncia informa l'autorità di un reato: una volta presentata, sono le autorità a procedere.
  • La querela è la richiesta della persona offesa di punire il colpevole ed è necessaria solo per alcuni reati, che non sono quelli contro gli animali. Va presentata entro tre mesi.
  • L'esposto chiede all'autorità di verificare una situazione che si ritiene irregolare, anche quando non si sa se costituisca reato. Se dai controlli emerge un reato, le autorità procedono comunque.

Quando non sei sicuro che ci sia un reato, una segnalazione o un esposto vanno benissimo: nessuno ti chiede di qualificare giuridicamente i fatti.

Denuncia orale o scritta. La denuncia può essere presentata oralmente, e in quel caso viene messa a verbale, oppure per iscritto, con la tua firma. Le denunce anonime non possono essere utilizzate nel procedimento (art. 333, comma 3, c.p.p.): le forze dell'ordine possono decidere di verificare, ma non ne sono obbligate.

Le associazioni. Le associazioni e gli enti riconosciuti per la tutela degli animali possono esercitare nel processo i diritti della persona offesa (art. 7 della legge n. 189/2004) e, dopo la legge n. 82/2025, possono chiedere il riesame dei provvedimenti di sequestro e l'affidamento definitivo degli animali sequestrati. Se vuoi che qualcuno segua il caso nel tempo, coinvolgere un'associazione è spesso la scelta più efficace.

La buona fede. Denunciare in buona fede ciò che hai visto non comporta rischi, anche se poi il giudice assolve. È reato invece accusare qualcuno sapendolo innocente (calunnia, art. 368 c.p.) o denunciare un reato che sai non essere avvenuto (simulazione di reato, art. 367 c.p.).

Cosa puoi fare

1. Scegli a chi rivolgerti

Puoi presentare la denuncia a:

  • Carabinieri, in qualsiasi stazione, compresi i Carabinieri forestali;
  • Polizia di Stato, in questura o in un commissariato;
  • Polizia locale;
  • Procura della Repubblica presso il tribunale del luogo in cui è avvenuto il fatto.

Le guardie zoofile possono ricevere segnalazioni e, nei limiti del loro decreto di nomina, accertare i reati e riferire all'autorità giudiziaria. Per situazioni di salute e benessere dell'animale è utile coinvolgere anche il servizio veterinario dell'ASL.

Se l'animale è in pericolo immediato, non scrivere: chiama il 112.

2. Prepara i fatti

Prima di andare, metti in ordine ciò che sai: date, orari, indirizzo preciso, cosa hai visto e sentito, chi c'era. Raccogli foto, video e altri documenti. Nella guida Come documentare un maltrattamento trovi come farlo correttamente.

3. Scrivi la denuncia

Una denuncia efficace contiene:

  • i tuoi dati: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, un recapito, e la copia di un documento d'identità;
  • i fatti, in ordine cronologico, con frasi semplici: cosa hai visto, quando, dove, per quanto tempo; distingui ciò che hai visto di persona da ciò che ti è stato riferito;
  • gli animali coinvolti: specie, numero, aspetto, condizioni, eventuale nome;
  • il responsabile, se lo conosci, o gli elementi per identificarlo (indirizzo, targa, descrizione);
  • i testimoni, con i loro recapiti, se sono d'accordo;
  • gli allegati, numerati: foto, video, certificati veterinari, messaggi;
  • la richiesta finale: che si accertino i fatti e si proceda nei confronti dei responsabili, valutando il sequestro dell'animale per tutelarlo.

Se sei il proprietario dell'animale, e quindi persona offesa, chiedi espressamente di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione (art. 408 c.p.p.): potrai così opporti.

Puoi partire dal modello di segnalazione di maltrattamento alla Polizia locale o ai Carabinieri e adattarlo.

4. Presentala e fatti dare la ricevuta

Se la consegni di persona, chiedi una copia con il timbro di ricezione o una copia del verbale. In alternativa puoi inviarla con raccomandata con ricevuta di ritorno; molte Procure accettano anche la PEC, ma verifica prima sul loro sito. Conserva tutto: ricevuta, copia della denuncia e allegati.

5. Segui il caso

Dopo la denuncia le indagini sono coperte da segreto e non riceverai aggiornamenti automatici. Se la situazione continua o peggiora, presenta un'integrazione con i nuovi fatti, citando la data della prima denuncia. Se nessuno interviene in tempi ragionevoli, puoi sollecitare l'ufficio a cui ti sei rivolto o rivolgerti direttamente alla Procura.

Approfondimenti

Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.

Cosa succede dopo. Il pubblico ministero iscrive la notizia di reato e dirige le indagini, svolte dalla polizia giudiziaria. Alla fine può chiedere il rinvio a giudizio dell'indagato o l'archiviazione, se ritiene che non ci siano elementi sufficienti. Con la legge n. 82/2025, quando si procede per uccisione, maltrattamento, spettacoli vietati, combattimenti o traffico di animali da compagnia, il proprietario o l'indagato non può sopprimere né cedere l'animale fino alla sentenza definitiva (art. 544-sexies c.p.), e il giudice può affidarlo in via definitiva a un'associazione prima della fine del processo.

Perché i dettagli contano. Molti procedimenti per reati contro gli animali vengono archiviati perché le prove non bastano a dimostrare la sofferenza dell'animale o a individuare il responsabile. Una denuncia precisa, con date, foto e testimoni, fa la differenza: permette alle forze dell'ordine di intervenire subito e al pubblico ministero di avere elementi concreti.

Non pubblicare prima di denunciare. Mettere online foto, nomi o indirizzi del presunto responsabile non aiuta l'animale e può esporre te a una denuncia per diffamazione. Il materiale va consegnato alle autorità. Se trovi online un video di maltrattamento, non condividerlo: segnalalo alle forze dell'ordine con il link.

Scheda a cura di: Animal Law Italia.

Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.

Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.

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I contenuti di questa pagina hanno scopo puramente informativo e carattere generale. Pur curandone accuratezza e aggiornamento, non possono essere considerati esaustivi né sostituire la valutazione specifica delle forze dell'ordine e di altre figure qualificate, come guardie zoofile, avvocati e veterinari.

Animal Law Italia, in qualità di ente del Terzo Settore, non offre servizi di assistenza o consulenza legale. Per questioni specifiche rivolgiti a professionisti del settore, che potranno darti un supporto adeguato al tuo caso.