Maltrattamenti
Collare elettrico e antiabbaio
Collari a scossa, a ultrasuoni e antiabbaio: perché la Cassazione li considera maltrattamento, cosa rischia chi li usa e cosa puoi fare se vedi un cane che lo porta.
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Il collare elettrico, spesso venduto come «collare antiabbaio» o «collare da addestramento», è un dispositivo che colpisce il cane con uno stimolo sgradevole ogni volta che abbaia o fa qualcosa che il proprietario vuole correggere: una scossa elettrica, una vibrazione, un suono ad alta frequenza o uno spruzzo. Alcuni modelli scattano da soli quando rilevano l'abbaio, altri sono comandati a distanza con un telecomando.
L'idea è che il cane associ il comportamento al dolore o alla paura e smetta di farlo. Veterinari ed esperti di comportamento animale ne descrivono però gli effetti: stress, ansia, paura e dolore, a volte lesioni sul collo, e un rapporto con la persona che si incrina proprio perché fondato sulla punizione. Il cane impara a temere, non a capire, e spesso il problema di partenza (noia, solitudine, paura) resta dov'era.
Aspetti legali
La vendita è libera, l'uso no. In Italia i collari elettrici e antiabbaio si possono comprare, perché nessuna norma ne vieta il commercio. Ma la giurisprudenza ha chiarito più volte che usarli può essere reato.
I reati. A seconda della gravità del caso, chi usa il collare risponde di:
- detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell'animale e produttive di gravi sofferenze (art. 727, secondo comma, c.p.): dopo la legge 6 giugno 2025, n. 82 la pena è l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro;
- maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.), se il collare provoca lesioni o sofferenze insopportabili per il cane: reclusione da sei mesi a due anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. Dal 2025 le due pene si sommano, mentre prima erano alternative.
Le pene del maltrattamento aumentano se il fatto è commesso davanti a minori, su più animali o se chi lo commette diffonde online foto o video (art. 544-septies c.p.).
Conta l'uso, non lo scopo. Secondo la Cassazione non rileva che il collare sia usato «per educare» o «per addestrare»: conta che produca sofferenza. Non basta però averlo al collo del cane: il reato c'è quando il collare viene effettivamente azionato e provoca patimenti fisici o psicologici, che vanno accertati.
La Convenzione europea. La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, resa esecutiva in Italia dalla legge n. 201/2010, stabilisce all'articolo 7 che nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che danneggiano la sua salute e il suo benessere, in particolare con mezzi artificiali che causano ferite, dolori, sofferenze o angosce inutili.
Il sequestro. Quando si procede per maltrattamento, il giudice può disporre il sequestro del cane e, con la legge n. 82/2025, affidarlo in via definitiva a un'associazione già durante il processo (art. 260-bis c.p.p.). Fino alla sentenza definitiva il proprietario non può sopprimere il cane né cederlo ad altri (art. 544-sexies c.p.).
Cosa puoi fare
1. Parla con il proprietario, se te la senti
Molte persone comprano il collare perché il vicino si lamenta dell'abbaio e non sanno che può essere reato. Se conosci il proprietario, spiegagli con calma che il collare fa soffrire il cane e che esistono alternative: un educatore cinofilo che lavori con il rinforzo positivo, un veterinario esperto in comportamento, più passeggiate e meno ore da solo. Se il problema è proprio l'abbaio, la lettera al vicino per il cane che abbaia può aiutare a impostare il dialogo senza arrivare allo scontro.
2. Documenta
Se il dialogo non funziona o non è possibile, raccogli elementi: foto o video del cane con il collare, delle sue reazioni (guaiti improvvisi, scatti, posture di paura), di eventuali ferite sul collo. Annota date, orari e indirizzo. Riprendi solo ciò che è visibile da un luogo pubblico o dalla tua proprietà. Nella guida Come documentare un maltrattamento trovi come fare senza commettere errori.
3. Segnala
Puoi rivolgerti a:
- Carabinieri (112), anche tramite i Carabinieri forestali, o Polizia di Stato, se sospetti un reato;
- Polizia locale;
- servizio veterinario dell'ASL, che può fare un sopralluogo e valutare lo stato del cane: puoi usare la richiesta di sopralluogo al servizio veterinario;
- guardie zoofile della tua zona.
Per una segnalazione scritta puoi partire dalla segnalazione di maltrattamento alla Polizia locale o ai Carabinieri. Tieni conto che le guardie zoofile sono volontari e ricevono molte segnalazioni: il loro intervento può richiedere tempo.
Approfondimenti
Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.
I collari acustici. Nel 2019 il Ministero della Salute, sulla base di un parere del Centro di referenza nazionale per il benessere animale (CReNBA), ha chiarito che i collari che emettono suoni ad alta intensità e frequenza possono causare una perdita temporanea o permanente dell'udito. Per questo il loro uso non è consentito e può configurare il reato di maltrattamento: il problema non riguarda quindi solo i collari a scossa.
Perché il collare non funziona. Il cane che riceve una scossa mentre abbaia non sa perché l'ha ricevuta: può associarla a ciò che vede in quel momento (un passante, un altro cane, un bambino) e diventarne pauroso o aggressivo. L'abbaio è un modo di comunicare: se un cane abbaia molto, di solito è annoiato, solo, spaventato o non fa abbastanza movimento, e il collare non risolve nessuna di queste cause.
Giurisprudenza
- Cass. pen., sez. III, n. 10758/2021. L'uso del collare elettrico che trasmette scosse al cane con un comando a distanza integra la detenzione in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze (art. 727 c.p.), perché è un addestramento fondato solo su uno stimolo doloroso. Non è vietato il collare in sé, ma il suo uso effettivo quando provoca gravi sofferenze.
- Cass. pen., sez. III, n. 11561/2020. Non rileva la finalità educativa o di addestramento, ma il fatto che il collare produca gravi sofferenze. Nel caso deciso, gli elettrodi erano a contatto diretto con la pelle del cane, senza tappi di copertura.
- Trib. Trento, 21 ottobre 2015, n. 825, confermata da Cass. pen., sez. III, n. 50491/2016. Il collare elettrico trasmette la scossa sulla parte anteriore del collo, zona molto sensibile e ricca di terminazioni nervose: il Tribunale lo ha definito uno strumento capace di piegare la volontà dell'animale con il dolore.
- Cass. pen., sez. III, n. 38034/2013. Il collare elettronico è incompatibile con la natura del cane: un addestramento basato solo sul dolore, lieve o forte che sia, produce paura, ansia, depressione e anche aggressività.
- Cass. pen., sez. III, n. 24922/2015. È stato contestato il maltrattamento (art. 544-ter c.p.) a chi aveva applicato un collare elettrico a un cane trovato con lesioni gravi causate dal collare.
- Cass. pen., sez. III, n. 15061/2007. L'uso del collare antiabbaio rientra nel divieto penale di maltrattamento, a prescindere dalle ordinanze ministeriali.
Giurisprudenza a cura dell'Avv. Annalisa Gasparre.
Scheda a cura di: Samuele Fondelli.
Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.
Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.