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Cane o gatto morto: cosa fare e cosa dice la legge

Sepoltura in giardino, cremazione, cimiteri per animali, la comunicazione all'anagrafe e cosa fare se pensi a un avvelenamento o se l'animale è stato ucciso.

Perdere il proprio animale è un dolore, e nessuno ha voglia di pensare alle regole in quel momento. Ma qualche decisione va presa in fretta, e conoscere le possibilità aiuta a scegliere con calma. Il primo passo, quasi sempre, è chiamare il veterinario: può certificare la morte, escludere malattie infettive e occuparsi delle pratiche.

Cosa si può fare del corpo

Per la legge europea il corpo di un animale da compagnia è un «sottoprodotto di origine animale» e non si può lasciare o gettare dove capita. Le strade consentite sono tre: la sepoltura, la cremazione o un cimitero per animali. I dettagli li fissano le regioni, sulla base di linee guida nazionali del 2013.

Sepoltura in giardino

In molte regioni si può seppellire il proprio cane o gatto su un terreno di cui si ha la disponibilità, a condizione che il veterinario abbia escluso malattie infettive trasmissibili. Alcune regioni o ASL chiedono anche un'autorizzazione del Comune o una comunicazione; altre fissano condizioni sulla profondità della fossa o sulla distanza da pozzi e corsi d'acqua.

Prima di procedere chiedi al veterinario o al servizio veterinario della ASL cosa vale nella tua regione. Seppellire fuori dalle regole può costare caro: le sanzioni per lo smaltimento irregolare sono pesanti.

Cremazione

È la scelta più comune. Di solito se ne occupa il veterinario, che contatta il servizio di cremazione; molti servizi ritirano anche l'animale a casa.

  • Cremazione individuale: l'animale viene cremato da solo e ti vengono restituite le ceneri. Costa in genere da circa 250-300 euro per un gatto o un cane piccolo fino a 500 euro e oltre per un cane grande, secondo il peso.
  • Cremazione collettiva: costa molto meno, dai 50 ai 200 euro circa, ma le ceneri non vengono restituite.
  • Il ritiro a domicilio si paga a parte, intorno ai 50-70 euro.

Le ceneri, in molte regioni, si possono tenere a casa.

Cimiteri per animali

Esistono cimiteri per animali autorizzati, pubblici o privati, dove l'animale può essere sepolto o dove si può collocare l'urna. Un animale morto per una malattia soggetta a denuncia non può essere sepolto: va cremato.

Comunicare la morte all'anagrafe

Se l'animale era iscritto all'anagrafe (per i cani è obbligatorio), la morte va comunicata entro un termine che cambia da regione a regione: per esempio 5 giorni in alcune ASL del Lazio, 15 in Veneto, 30 in Friuli Venezia Giulia. Spesso basta il certificato del veterinario, che in molti casi registra lui stesso il decesso; in alcune regioni si può fare anche online, con SPID, sul sistema nazionale dell'anagrafe degli animali da compagnia. Chi non comunica le variazioni all'anagrafe rischia una multa da 50 a 500 euro.

Se pensi a un avvelenamento

Se l'animale è morto all'improvviso, dopo una passeggiata o con sintomi strani, non seppellirlo. Avvisa subito il veterinario: un'ordinanza del Ministero della Salute, rinnovata ogni anno, prevede che segnali il caso, che il corpo venga portato all'Istituto zooprofilattico per l'esame entro 48 ore e che il Comune bonifichi la zona e metta dei cartelli. I casi confermati arrivano alle forze dell'ordine e alla procura. Trovi cosa fare nella guida Esche e bocconi avvelenati.

Se l'animale è stato investito o ucciso

Chi investe un animale con l'auto deve fermarsi e prestare soccorso: andarsene è punito dal Codice della strada. Se trovi un animale morto sulla strada, chiama la polizia locale o il Comune, che si occupano della rimozione.

Se qualcuno ha ucciso il tuo animale volontariamente, è un reato: l'uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) è punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro, di più se c'è crudeltà. Puoi sporgere denuncia ai carabinieri o alla polizia. Ne parliamo in Legge 82/2025 sui reati contro gli animali.

Sul risarcimento del dolore per la perdita, la giurisprudenza non è uniforme: la Cassazione nel 2018 lo ha escluso, ma alcuni tribunali, anche di recente, lo hanno riconosciuto quando il legame e il danno sono provati. Per un caso concreto serve un avvocato.

Fonti

Le notizie descrivono la situazione alla data di pubblicazione e hanno scopo puramente informativo. Animal Law Italia, in qualità di ente del Terzo Settore, non offre servizi di assistenza o consulenza legale.