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Legge 82/2025 sui reati contro gli animali

Pene più alte, nuove aggravanti, il divieto di tenere i cani alla catena: cosa è cambiato con la riforma in vigore dal 1° luglio 2025.

Dal 1° luglio 2025 è in vigore la legge 6 giugno 2025, n. 82, nota come legge Brambilla dal nome della prima firmataria: la riforma più ampia dei reati contro gli animali da quando sono entrati nel codice penale, nel 2004. Ecco cosa cambia per chi vede un animale maltrattato e per chi ne ha uno.

L'animale protetto per sé

Fino al 2025 il codice penale puniva i «delitti contro il sentimento per gli animali»: a essere protetto era, in fondo, il sentimento delle persone. Con la riforma il titolo diventa «Dei delitti contro gli animali»: il bene tutelato è l'animale stesso. Non è solo un cambio di parole, perché orienta il modo in cui giudici e forze dell'ordine leggono le singole norme.

Pene più alte

  • Uccisione di animali (art. 544-bis c.p.): reclusione da 6 mesi a 3 anni, fino a 4 anni se il fatto è commesso con crudeltà o sevizie, oltre alla multa.
  • Maltrattamento (art. 544-ter c.p.): reclusione da 6 mesi a 2 anni e multa.
  • Combattimenti e spettacoli vietati (artt. 544-quater e 544-quinquies c.p.): pene aumentate, per chi organizza e per chi partecipa.
  • Abbandono (art. 727 c.p.): sanzioni più severe anche per chi abbandona un animale o lo detiene in condizioni incompatibili con la sua natura.

Le nuove aggravanti

La pena aumenta quando il fatto è commesso:

  • in presenza di minori;
  • su più animali;
  • con la diffusione di video o immagini, per esempio sui social.

L'ultima riguarda da vicino chi riprende un maltrattamento e lo pubblica: chi lo commette e lo fa circolare rischia di più. Chi invece si imbatte in un video del genere non deve condividerlo, ma segnalarlo alle forze dell'ordine con il link.

Niente più cani alla catena

La legge vieta di tenere i cani legati alla catena o con strumenti simili, salvo ragioni sanitarie documentate o esigenze temporanee di sicurezza. Chi lo viola rischia una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro. Nella guida Cani alla catena trovi a chi rivolgerti e come documentare la situazione.

Gli animali sequestrati

Un animale sequestrato durante un procedimento penale non può essere ucciso né ceduto finché il processo non è concluso, e può essere affidato in via definitiva ad associazioni o a privati anche prima della sentenza. Così non resta per anni in un limbo.

Anche le aziende rispondono

I reati contro gli animali entrano tra quelli per cui risponde anche l'ente (d.lgs. 231/2001): un'azienda che trae vantaggio da un maltrattamento commesso da chi lavora per lei può subire sanzioni, fino alla sospensione dell'attività.

Il commento di Animal Law Italia

Nel database legislativo di ALI trovi la scheda della legge, con il link al testo ufficiale. Per noi è un passo avanti importante, ma non risolve tutto: lo spieghiamo in Approvata la nuova legge sui reati contro gli animali: un passo avanti, ma restano criticità.

Cosa puoi fare

Se assisti a un maltrattamento, chiama il 112 o la polizia locale, annota luogo, data e ora e, se puoi farlo senza rischi, scatta foto o un video da tenere per la denuncia. Nelle guide su maltrattamento e abbandono, combattimenti clandestini e spettacoli vietati trovi i passi da seguire, e tra i modelli di lettera quelle già pronte per le segnalazioni.

Fonti

Le notizie descrivono la situazione alla data di pubblicazione e hanno scopo puramente informativo. Animal Law Italia, in qualità di ente del Terzo Settore, non offre servizi di assistenza o consulenza legale.