Maltrattamenti
Zooerastia
Gli atti sessuali con animali in Italia: perché la Cassazione li considera maltrattamento anche senza lesioni visibili, le pene e come segnalare, anche online.
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La zooerastia è il compimento di atti sessuali con animali. È una forma di violenza che l'animale subisce senza alcuna possibilità di sottrarsi, e che spesso si accompagna ad altre sofferenze: lesioni, paura, incuria, malnutrizione. Accade in contesti privati, ma anche in circuiti organizzati che producono e vendono video, la cosiddetta zoopornografia.
In Italia non esiste un reato con questo nome. Questo non significa che sia lecita: la giurisprudenza la riconduce al maltrattamento di animali, e la riforma del 2025 ha reso le pene più severe, soprattutto per chi diffonde immagini online.
Aspetti legali
Nessuna norma specifica, ma è maltrattamento. Il codice penale non contiene un reato dedicato agli atti sessuali con animali. La Corte di Cassazione ha però chiarito che la zooerastia può integrare il maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.), che punisce chi per crudeltà o senza necessità sottopone un animale a sevizie o a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche (Cass. pen., sez. III, n. 5979/2013). Il caso riguardava un uomo che costringeva dei cani ad atti sessuali, li filmava per vendere i video e li teneva affamati e senza cure. La Corte ha sottolineato che queste condotte sono in evidente contrasto con il comportamento naturale degli animali e che, anche quando non lasciano lesioni fisiche, producono gravi danni psichici.
Le pene. Dopo la legge 6 giugno 2025, n. 82, il maltrattamento è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro, che prima erano alternative. La pena aumenta della metà se l'animale muore. Si applica poi l'aumento previsto dall'art. 544-septies c.p. se il fatto è commesso:
- davanti a minori;
- su più animali;
- da chi diffonde online immagini, video o altre rappresentazioni del fatto.
L'ultima aggravante colpisce direttamente chi produce e fa circolare video zoopornografici.
La confisca. In caso di condanna gli animali sono sempre confiscati, salvo che appartengano a una persona estranea al reato (art. 544-sexies c.p.). Già durante il procedimento l'indagato non può sopprimerli né cederli, e il giudice può affidarli in via definitiva a un'associazione.
Se le vittime sono anche minori. Mostrare materiale di questo tipo a un minore, o coinvolgerlo, integra reati ulteriori e molto gravi contro i minori. In questi casi la segnalazione alle forze dell'ordine è urgente.
Cosa puoi fare
1. Se sospetti un abuso
Gli animali che subiscono violenze sessuali possono presentare lesioni o arrossamenti nelle zone genitali o anali, sanguinamenti, difficoltà a camminare o a sedersi, paura improvvisa delle persone o di una persona in particolare. Questi segni da soli non bastano a dimostrare un abuso, che può accertare solo un veterinario: se l'animale è tuo, o se puoi farlo visitare, chiedi un certificato che descriva le lesioni.
2. Segnala alle forze dell'ordine
Rivolgiti ai Carabinieri (112) o alla Polizia di Stato, descrivendo ciò che hai visto, quando e dove, e indicando eventuali testimoni. Trovi come fare in Come presentare una denuncia. Non affrontare da solo la persona sospettata.
3. Se trovi materiale online
Non scaricarlo e non condividerlo, nemmeno per denunciarlo pubblicamente: rischi di diffonderlo ulteriormente. Annota l'indirizzo della pagina (URL), il nome del sito o del profilo, la data e l'ora, e segnala tutto alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche tramite il portale del Commissariato di PS online. Segnala il contenuto anche alla piattaforma che lo ospita, usando gli strumenti di segnalazione del sito o del social network.
Approfondimenti
Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.
Perché è maltrattamento anche senza ferite. L'art. 544-ter c.p. non punisce solo le lesioni, ma anche i comportamenti insopportabili per le caratteristiche dell'animale. Un animale non può acconsentire a un atto sessuale con un essere umano: l'atto gli viene imposto, spesso con la forza o con la contenzione, e gli provoca paura, stress e dolore. Per questo, secondo la Cassazione, l'assenza di lesioni visibili non esclude il reato.
Il legame con altre violenze. Gli studi sulla violenza interpersonale mostrano un legame frequente tra gli abusi sugli animali e quelli sulle persone, compresi i minori. Segnalare un abuso su un animale può servire anche a proteggere le persone che vivono nello stesso contesto.
Le proposte di legge. Diversi Paesi europei puniscono espressamente gli atti sessuali con animali. In Italia sono state presentate più proposte per introdurre un reato specifico; la riforma del 2025 non lo ha fatto, ma con l'aggravante della diffusione online e l'aumento delle pene ha reso più severa la risposta al fenomeno.
Scheda a cura di: Animal Law Italia.
Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.
Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.