Zona grigia
Stalle, pollai e cucce: le distanze dalle abitazioni
A che distanza dalla casa del vicino si possono tenere galline, cavalli, conigli o il box del cane, cosa dicono codice civile e regolamenti comunali, e come gestire odori e rumori.
Aggiornata il

Il vicino tiene le galline a pochi metri dalla tua finestra, il box del cane è addossato al muro di confine, la stalla manda odori fino in casa: sono tra le liti più frequenti tra vicini quando ci sono di mezzo gli animali. E la domanda è sempre la stessa: a che distanza dalle abitazioni si possono tenere gli animali?
La risposta è che non esiste una distanza unica valida in tutta Italia. Le regole stanno in parte nel codice civile e in gran parte nei regolamenti comunali, che cambiano da un Comune all'altro. Questa guida ti aiuta a capire dove cercarle e cosa fare se pensi che non siano rispettate, senza dimenticare che le regole sulle distanze non devono mai diventare un pretesto per far stare peggio gli animali.
Aspetti legali
Le stalle e le costruzioni simili. L'art. 890 del codice civile stabilisce che chi vuole costruire vicino al confine stalle e simili deve rispettare le distanze stabilite dai regolamenti e, se il regolamento non dice nulla, quelle necessarie a evitare danni alla solidità, alla salubrità e alla sicurezza dei fondi vicini. Secondo la giurisprudenza, quando il regolamento fissa una distanza il pericolo per il vicino si presume e la distanza va rispettata in ogni caso.
Le concimaie. Chi vuole aprire una fossa di concime, come un letamaio, vicino al confine deve rispettare la distanza fissata dai regolamenti e comunque almeno due metri dal confine (art. 889 c.c.).
I regolamenti comunali. Le distanze concrete per stalle, pollai, conigliere, porcilaie, concimaie e a volte anche per i ricoveri dei cani si trovano di solito nel regolamento locale d'igiene, nel regolamento edilizio o nel regolamento di polizia rurale del Comune. Possono variare molto: alcuni Comuni fissano qualche metro dal confine, altri decine di metri dalle abitazioni altrui, altri vietano del tutto certi animali nei centri abitati. Spesso prevedono anche regole su pulizia, smaltimento delle deiezioni e numero massimo di animali. I regolamenti si trovano sul sito del Comune o si chiedono all'ufficio tecnico.
Gli allevamenti. Gli allevamenti di animali sono classificati tra le industrie insalubri e devono essere isolati nelle campagne e tenuti lontano dalle abitazioni (art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie), salvo che chi li gestisce dimostri di aver adottato misure che non creano danni alla salute del vicinato. Per gli allevamenti valgono poi le regole urbanistiche e le autorizzazioni regionali.
Odori e rumori. Anche quando le distanze sono rispettate, il vicino non deve subire odori, rumori o altre immissioni che superano la normale tollerabilità (art. 844 c.c.). Il giudice valuta caso per caso, tenendo conto anche della zona: ciò che è normale in campagna può non esserlo in un quartiere residenziale. Un cane che abbaia di continuo, giorno e notte, può anche configurare il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p.), se il disturbo riguarda un numero indeterminato di persone e non solo un vicino.
Gli animali in casa e in condominio. Per cani e gatti che vivono in casa non ci sono distanze da rispettare. In condominio il regolamento non può vietare di tenere animali domestici (art. 1138 c.c.): leggi Animali in condominio: cosa dice la legge.
Il benessere viene prima. Le regole sulle distanze non autorizzano a sistemare gli animali in condizioni peggiori. Spostare la cuccia in un angolo senza ombra, rinchiudere il cane in un box angusto per non disturbare o legarlo alla catena può essere un illecito: dal 1° luglio 2025 la catena è vietata in tutta Italia (art. 10 della legge n. 82/2025), e la detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell'animale è reato (art. 727 c.p.).
Cosa puoi fare
Se sei tu a tenere gli animali
- Informati prima: chiedi al Comune il regolamento locale d'igiene e quello edilizio, e verifica se servono comunicazioni o autorizzazioni, ad esempio per costruire una stalla o un ricovero fisso.
- Registra gli animali quando la legge lo richiede: anche chi tiene poche galline o qualche capra per uso familiare deve spesso registrarsi presso il servizio veterinario dell'ASL.
- Cura la pulizia: rimuovere regolarmente le deiezioni e conservare il letame in modo adeguato riduce odori e insetti, e quindi le liti.
- Pensa al benessere: una distanza corretta dal vicino non deve togliere agli animali ombra, riparo, spazio e compagnia.
Se sei il vicino
- Parla con il vicino. Molti problemi si risolvono con un accordo: spostare di qualche metro un pollaio, pulire più spesso, chiudere gli animali di notte in un ricovero più lontano. Per il cane che abbaia puoi usare la lettera al vicino per il cane che abbaia.
- Verifica il regolamento comunale, per sapere quali distanze valgono davvero nel tuo Comune.
- Segnala al Comune o all'ASL. La Polizia locale e l'ufficio tecnico possono controllare il rispetto delle distanze e dei regolamenti; il servizio veterinario e il servizio di igiene dell'ASL possono valutare i problemi igienico-sanitari.
- La via giudiziaria. Se non c'è soluzione, puoi rivolgerti al giudice civile per chiedere il rispetto delle distanze o la cessazione delle immissioni intollerabili. Per molte di queste liti la legge prevede prima un tentativo obbligatorio di mediazione: un avvocato ti saprà dire se e come procedere.
Se gli animali stanno male
Se oltre al fastidio vedi animali sofferenti, sporchi, senza acqua o riparo, il problema non è più la distanza: leggi Detenzione incompatibile con la natura dell'animale e segnala al servizio veterinario dell'ASL con la richiesta di sopralluogo.
Approfondimenti
Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.
Confine o abitazione? Le norme e i regolamenti possono misurare la distanza in modi diversi: dal confine della proprietà o dalle abitazioni altrui, dalle finestre o dalle strade. Quando leggi il regolamento del tuo Comune, verifica sempre da dove si misura, e se la regola vale per tutti gli animali o solo oltre un certo numero.
Cucce e box per cani. Una cuccia appoggiata al muro di confine di solito non è una «stalla» ai sensi del codice civile, ma alcuni regolamenti comunali fissano regole anche per i ricoveri dei cani o per i canili privati. Più spesso, nelle liti per i cani, contano l'abbaio e gli odori, cioè la normale tollerabilità dell'art. 844 c.c.
Le galline in giardino. Tenere qualche gallina per le uova è sempre più diffuso anche in città. Molti Comuni lo consentono con limiti sul numero di animali e sulla distanza del pollaio; alcuni lo vietano nei centri abitati. Prima di comprare le galline, conviene leggere il regolamento.
Scheda a cura di: Animal Law Italia.
Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.
Ultimo aggiornamento: 18/10/2026.